La Fondazione Giuseppe Roi pubblica il proprio Bilancio Sociale 2025, uno strumento di trasparenza e rendicontazione che racconta come il patrimonio affidato alla Fondazione venga trasformato in opportunità, progetti e benefici per la comunità.
Il titolo scelto per questa edizione, “Semi di Cultura”, sintetizza la visione che ha guidato l’attività della Fondazione nel corso dell’anno: investire oggi nella cultura per generare conoscenza, partecipazione, crescita e coesione sociale nel lungo periodo.
Il 2025 è stato un anno caratterizzato da due parole chiave: progetto e visione. La Fondazione ha consolidato il percorso di rinnovamento avviato nel 2024, rafforzando la propria struttura organizzativa, introducendo nuovi strumenti di controllo e digitalizzazione e incrementando significativamente le risorse destinate alle attività filantropiche sul territorio.
Cultura come bene comune
La Fondazione Giuseppe Roi opera per promuovere la cultura e l’arte, sostenendo istituzioni, associazioni, progetti di ricerca, attività educative e iniziative dedicate alle nuove generazioni. La sua missione è custodire il patrimonio culturale, sostenere la creatività contemporanea e favorire la crescita di un ecosistema culturale aperto, dinamico e accessibile.
Nel corso del 2025 tale impegno si è tradotto nel sostegno a musei, archivi, biblioteche, festival, attività formative, restauri, pubblicazioni e programmi culturali diffusi in tutto il territorio vicentino.
43 progetti sostenuti e oltre 560 mila euro destinati alla cultura vicentina
Per la prima volta la Fondazione ha introdotto un bando strutturato per la concessione di contributi alle attività culturali, accompagnato da procedure digitali e dall’obbligo di rendicontazione dei progetti finanziati. Questo nuovo approccio ha consentito di rafforzare trasparenza, monitoraggio e valutazione degli interventi sostenuti.
Nel 2025 sono stati finanziati 43 progetti, per un totale di 563.350 euro di contributi assegnati a 26 enti e organizzazioni del territorio.
I contributi hanno sostenuto attività di tutela del patrimonio, restauri, borse di studio, iniziative educative, musica, teatro, arte contemporanea, inclusione sociale e valorizzazione delle giovani generazioni.
Verso il CORSO – Culture del Contemporaneo
Uno dei principali ambiti di intervento è stato il progetto di rifunzionalizzazione dell’ex Cinema Corso, destinato a diventare CORSO – Culture del Contemporaneo, nuovo centro dedicato alla produzione culturale, alla formazione e ai linguaggi contemporanei.
Nel 2025 la Fondazione ha completato la messa in sicurezza dell’edificio, promosso un concorso internazionale di architettura che ha raccolto 125 proposte provenienti dall’Italia e da diversi Paesi europei e avviato il programma “Verso il CORSO”, una serie di mostre, incontri e attività partecipative che hanno riportato l’ex cinema al centro della vita culturale cittadina.
Una gestione responsabile che genera impatto
Il Bilancio Sociale racconta anche il percorso di rafforzamento della governance e della gestione patrimoniale della Fondazione. Grazie a una gestione prudente e responsabile del patrimonio immobiliare e finanziario, la Fondazione ha chiuso il 2025 con un avanzo di esercizio positivo, incrementando ulteriormente la propria capacità di sostenere progetti culturali e investimenti a beneficio del territorio.
L’attivo complessivo della Fondazione rappresenta una solidità patrimoniale che consente di guardare al futuro con sostenibilità e continuità, trasformando il patrimonio ricevuto dal Marchese Giuseppe Roi in una risorsa viva per la comunità.
Tra i risultati meno visibili ma più significativi del 2025 c’è il profondo processo di innovazione gestionale avviato dalla Fondazione. L’adozione di Odoo, una piattaforma ERP utilizzata da aziende e organizzazioni complesse in tutto il mondo, ha permesso di integrare in un unico sistema la gestione di contatti, stakeholder, contributi, progetti, rendicontazione e processi amministrativi. Un investimento importante che rappresenta un salto di qualità per un ente filantropico del Terzo Settore e che rende la Fondazione sempre più trasparente, efficiente e capace di misurare l’impatto della propria attività sul territorio
Il Bilancio Sociale: un documento aperto a tutti i Vicentini
Il Bilancio Sociale non è soltanto una rendicontazione delle attività svolte. È uno strumento attraverso cui la Fondazione desidera condividere risultati, visione e responsabilità, rafforzando il dialogo con cittadini, istituzioni, associazioni e stakeholder.
Attraverso questo documento emerge una Fondazione sempre più orientata alla trasparenza, all’innovazione e alla capacità di trasformare il valore generato dal proprio patrimonio in opportunità concrete per la crescita culturale della città di Vicenza.
A due anni dall’insediamento del Consiglio di Amministrazione, la Fondazione Giuseppe Roi ETS presenta i risultati di una gestione radicalmente rinnovata. Il bilancio consuntivo 2025 certifica il successo di un modello basato sulla responsabilità etica, l’efficienza gestionale e il potenziamento degli strumenti di controllo.
Quando ci siamo insediati, a fine maggio 2024, l’obiettivo era chiaro: restituire alla Fondazione Roi la sua centralità attraverso un modello di gestione “fiduciario e trasparente”, ridisegnando la gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare. Oggi, con i dati del bilancio 2025 alla mano, possiamo dire che la sfida è vinta. Abbiamo rimesso al centro il CdA, potenziato la comunicazione interna ed esterna e avviato una digitalizzazione gestionale, dall’archivio storico alla catalogazione dei beni, all’attività amministrativa.
L’efficienza delle risorse umane e strumentali
Non c’è buona gestione senza competenze. Abbiamo riorganizzato il personale investendo sulla formazione e inserendo figure specifiche: un collaboratore qualificato a tempo pieno, uno a tempo determinato e un presidio a Roma per la gestione dell’immobile di proprietà. Nuovi collaboratori esperti seguono oggi il patrimonio finanziario, immobiliare e la catalogazione.
Abbiamo effettuato verifiche statiche e catastali su tutto il patrimonio di pregio, perché la tutela inizia dalla conoscenza profonda di ciò che si amministra.
Grazie al consolidamento degli asset e ai risultati gestionali conseguiti, la Fondazione conferma e rafforza il proprio ruolo centrale nel sostegno alla cultura, operando in piena aderenza alla mission statutaria, rafforzando relazioni e legami con il tessuto locale. Una gestione patrimoniale virtuosa, oculata e strategica ha permesso alla Fondazione Roi di chiudere l’anno 2025 con un significativo incremento delle risorse in liberalità destinate al territorio vicentino.
Tramite il bando annuale, strumento introdotto dal 2024 per garantire trasparenza e merito sono stati assegnati 240.000 euro a sostegno delle proposte culturali di enti e associazioni vicentine nel 2025 oltre a investimenti e liberalità per il settore museale.
Grazie a una rigorosa pianificazione finanziaria, la Fondazione ha potuto già erogare nel 2026 la somma di 637.845 euro, finanziando gli interventi interamente tramite le rendite, senza intaccare le riserve o il valore del patrimonio. Un risultato che segna una discontinuità con il passato, onorando la memoria del mecenate Giuseppe Roi.
Il sostegno ai Musei Civici di Vicenza
In linea con gli scopi fondativi, i Musei Civici vicentini rappresentano il principale beneficiario delle erogazioni. Il 2025 ha visto il compimento di interventi strutturali e di valorizzazione di rilievo presso Palazzo Chiericati:
Nuova Aula Didattica: realizzata grazie ai fondi della Fondazione per potenziare l’offerta formativa.
Riallestimento delle Sale Nord: spazi inaugurati recentemente che, a partire da oggi, sono destinati ad accogliere le mostre temporanee.
In prospettiva futura, è stato deliberato uno stanziamento di 500.000 euro, ripartito nel biennio 2025-2026, finalizzato alla realizzazione dei nuovi depositi di Palazzo Chiericati. Tali fondi si aggiungono alle risorse già erogate nel corso dell’anno per l’illuminotecnica di Palazzo Thiene, nonché per attività di restauro, pubblicazioni scientifiche e attività culturali organizzate dai Musei.
Interventi Straordinari
Nel quadro delle erogazioni dell’anno corrente rientra un intervento di natura straordinaria volto alla tutela del patrimonio cittadino: un contributo di 100.000 euro è stato destinato al progetto di recupero storico e artistico della galleria del Cinema Odeon, immobile di proprietà comunale. Tali risultati, frutto di una rigorosa pianificazione finanziaria, testimoniano la solidità dell’Ente e permettono di guardare con sicurezza allo sviluppo futuro della Fondazione e alla sostenibilità del sistema culturale di Vicenza.
Prosegue il progetto di rifunzionalizzazione dell’Ex Cinema Corso
Superata la fase di svalutazione e abbandono, il cantiere avanza: completate le analisi strutturali e il risanamento dell’area confinante con la Camera di Commercio, sono ora in fase di ultimazione le demolizioni interne. Tutto procede come da pianificazione. In rigorosa adesione ai principi statutari questa operazione garantisce l’integrità del patrimonio e ne utilizza le rendite. E’ un progetto di rigenerazione urbana e sociale. Stiamo ripatrimonializzando l’immobile. Intenzionalmente ci rivolgiamo prevalentemente ai giovani perché nessun cambiamento sarà possibile senza la loro energia. Ciò che ne deriva è un’espansione delle possibilità del fare e realizzare arte e cultura generando ricerca, innovazione, percorsi inesplorati, pluralità di linguaggi, contesti inaspettati, creando veri e propri cortocircuiti visivi e relazionali, mettendo in discussione l’ordinario e producendo inedite possibilità creative ed espositive in stretta connessione con lo spazio ospitante e il territorio per attirare flussi internazionali non soltanto di visitatori ma anche di talenti.
Fondamentali saranno le partnership con università, in particolare con il corso di Design dello IUAV presente a Vicenza e con Imprese, Istituzioni, Spazi culturali e di ricerca di livello nazionale e internazionale. Collegamenti con il sistema di formazione regionale di eccellenza relativo alle arti visive, etc. La trasformazione dell’ex Cinema Corso coniuga il rispetto per il patrimonio storico con una visione proiettata verso il futuro. Il progetto mira a valorizzare la città come un polo attrattivo per l’arte e le culture contemporanee, offrendo alla comunità e alle giovani generazioni un nuovo punto di riferimento per la produzione e fruizione culturale, creando nuove opportunità di lavoro creativo di dialogo e inclusione sociale.
La Fondazione Roi conferma il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio, consapevole del ruolo fondamentale che la cultura e l’innovazione rivestono nello sviluppo di una società più aperta e partecipativa.
La Fondazione Roi è solida, trasparente e proiettata al futuro.
Comunicato di Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Il percorso del jazz nei musei e nei monumenti palladiani, che già lo scorso anno aveva vissuto momenti di grande intensità grazie alla collaborazione con la Fondazione Roi, quest’anno si amplia e in un certo senso raddoppia, sempre grazie all’intervento della fondazione vicentina che prende il nome da quel grande mecenate, appassionato di cultura e di musica jazz in particolare, quale fu il marchese Giuseppe “Boso” Roi. Innanzitutto, in questa edizione del festival, grazie anche alla condivisione di intenti con l’associazione Bacàn, si continua a tenere viva l’attenzione verso i giovani artisti, musiciste e musicisti impegnati in special modo nello sviluppo di nuovi linguaggi musicali.
In particolare, la giornata di sabato 16 maggio è incentrata sul jazz in Basilica Palladiana e in Piazza dei Signori. Dopo la musica in orario aperitivo, intorno a mezzogiorno, che si potrà incontrare e ascoltare nel Museo del Gioiello, al piano terra della Basilica, sono ben tre i concerti programmati all’interno dei saloni superiori dove è allestito la mostra fotografica di Guido Harari, il fotografo milanese che è fra l’altro autore della fotografia che campeggia su tutti i materiali di divulgazione del festival. Nel pomeriggio, alle 18, nella piazzetta della mostra prenderà forma la musica del quintetto “Low Frequency Oscillator”, guidato dalla sassofonista bolognese Giulia Barba, cui seguirà la performance solistica del chitarrista mantovano Marcello Abate, dopo il quale riprenderanno le visite alla mostra, anche grazie ai biglietti d’ingresso agevolati per chi è interessato sia alla musica che alla fotografia; infine, in chiusura, prima dell’arrivo della notte, alle 22.30 (dopo il concerto in Olimpico di Barbara Hannigan), chiuderà la giornata il trio “Run Into The Apocalypse” della batterista Rita Brancato. Ma tutta Piazza dei signori sarà incorniciata dal jazz perché ne sarà colonna sonora ideale la musica di insegnanti e studenti dei corsi della Scuola di musica Thelonious che da trentacinque anni fanno sì che il jazz sia suonato e amato tanto dagli amatori che da chi si incammina verso il professionismo; le band della Thelonious suoneranno per il pubblico della piazza per tutto il pomeriggio dalle ore 14 alle ore 18, per lasciare poi spazio sia al jazz in Basilica che alla musica dei locali.
Il jazz troverà infine un gioioso veicolo dai luoghi all’aperto, le strade e le piazze, sino ai giardini dei musei (sabato 23: il Palladio Museum, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, il giardino esterno davanti a Piazza Matteotti e domenica 24: Piazza Duomo di fronte al Museo Diocesano) grazie alla colorita marching band Funkasin’, in un contesto globalmente e totalmente immersivo come quello assicurato non solo dalla musica diffusa negli interni ma anche dai concertini live nei locali, bar, ristoranti, negozi, per tutta la durata del festival, specialmente negli orari pre-serali.
ore 19 – salone della Basilica Palladiana MARCELLO ABATE “GUITAR SOLO” Marcello Abate (chitarra elettrica e classica, effetti, elettronica)
ore 22 – salone della Basilica Palladiana RUN INTO THE APOCALYPSE Rita Brancato (batteria), Andrea Leone (sax tenore), Massimiliano Dosoli (clarinetto)
Biglietti: – Ingresso gratuito per il concerto al Museo del Gioiello – € 10 per il concerto delle ore 19 in Basilica (comprende anche la visita alla mostra fotografica di Guido Harari aperta dalle 20 alle 22) -€ 2 per i concerti delle ore 18 e 22.30 in Basilica
Sabato 23 maggio e domenica 24 maggio Giornata Internazionale dei Musei dalle ore 18 I FUNKASIN STREET BAND in corso Palladio e nei cortili di Palazzo Leoni Montanari, Palladio Museum e Palazzo Chiericati, Museo Diocesano
ALTRALINEA + SPARCH VINCONO IL CONCORSO INTERNAZIONALE
PER IL NUOVO CENTRO DELLE CULTURE CONTEMPORANEE
DI VICENZA
Nel 2027 l’ex cinema riaprirà comeCORSO – Culture del Contemporaneo:laboratorio culturale nel cuore della città storica
Vicenza, 16 febbraio 2026. L’ex Cinema Corso ha finalmente un futuro. Dopo quasi trent’anni di chiusura, lo storico edificio di Corso Fogazzaro tornerà a vivere grazie al progetto firmato dal raggruppamento guidato da ALTRALINEA S.R.L. S.T.P. (mandatario, Ing. Pierluigi Capobianchi), con SPARCH S.R.L. (mandante, Arch. Riccardo Coccia), vincitore del concorso internazionale di architettura promosso dalla Fondazione Giuseppe Roi.
La proposta è stata selezionata per la solidità dell’impianto architettonico, la coerenza nell’organizzazione funzionale degli spazi e la capacità di integrare rigore tecnico, sostenibilità gestionale e visione culturale. Il progetto interpreta in modo maturo e misurato la visione di CORSO – Culture del Contemporaneo, trasformando un edificio simbolico del Novecento vicentino in un’infrastruttura culturale capace di evolvere nel tempo.
Non si tratta semplicemente di una riqualificazione edilizia, ma di un intervento strategico per la città: restituire al centro storico una funzione produttiva e contemporanea, capace di dialogare con l’eredità palladiana senza esserne schiacciata, e di colmare un vuoto nel sistema culturale locale dedicato alla sperimentazione e alle nuove generazioni.
UN CONCORSO COME SCELTA DI METODO E DI VISIONE
La Fondazione Giuseppe Roi, pur non essendo obbligata per legge, ha scelto di adottare una procedura anonima in due fasi secondo standard tipici delle gare pubbliche, con commissione nominata, verbali pubblici e gestione tramite piattaforma nazionale. Una decisione che ha voluto affermare con chiarezza un principio: la qualità architettonica è una responsabilità pubblica, anche quando l’iniziativa è privata.
Alla prima fase hanno partecipato 125 proposte, provenienti dall’Italia e da 4 paesi europei a testimonianza dell’interesse suscitato da un intervento che affronta una questione cruciale per molte città storiche: come rigenerare edifici novecenteschi introducendo funzioni contemporanee, senza snaturarne l’identità e garantendone la sostenibilità nel lungo periodo.
Cinque gli RTP (raggruppamenti temporanei di professionisti) ammessi alla fase finale del concorso. Accanto al progetto poi risultato vincitore, guidato da ALTRALINEA con SPARCH, hanno partecipato anche il raggruppamento guidato da CHORUS S.R.L. (Arch. Niccolò Suraci, Arch. Mara Vertunni, Ing. Giovanni Nicolò), con ARTEFICE (Arch. Marcello Carpino e Dott.ssa Vittoria Poletto), FOSBURY ARCHITECTURE ( Arch. Giacomo Ardesio, Arch. Nicola Campri) e PRODIM S.R.L (Ing. Giorgio Bo, Ing. Elena Bo, Ing. Alessia Casalegno) con la consulenza di Edoardo Munari (secondo classificato); il raggruppamento guidato da ARCHISBANG S.R.L. (Arch. Silvia Minutolo, Arch. Marco Giai Via, Arch. Eugenio Chironna, Arch. Marica Torreggiani), con SINTECNA S.R.L. e ORBYTA ENGINEERING S.R.L. (terzo classificato); il team composto da Arch. Federico Bertolo, Arch. Tommaso Bisogno e MILAN INGEGNERIA S.p.A. (quarto classificato ex aequo); infine il raggruppamento guidato da SDV S.R.L. (Arch. Sossio De Vita), con Arch. Giuseppe Chiariello e SUPERSPATIAL S.R.L. (quarto classificato ex aequo).
La pluralità dei profili ammessi alla seconda fase — tra studi con esperienza museale, progettazione di spazi ibridi, competenze strutturali e impiantistiche avanzate — ha garantito un confronto progettuale di alto livello, restituendo alla città un dibattito architettonico articolato e qualificato.
La giuria ha svolto un ruolo centrale nel garantire l’elevato profilo del processo valutativo. Ne hanno fatto parte Eva Fabbris, direttrice del Madre – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Ippolito Pestellini Laparelli, architetto e già presidente della Giuria della Biennale Architettura; Antonio Atripaldi, progettista con significativa esperienza museale; Nicola Tracanzan, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti PPC di Vicenza; e Francesca Lazzari, Presidente della Fondazione Giuseppe Roi.
Nel motivare la scelta, la commissione ha riconosciuto nel progetto vincitore una particolare capacità di interpretare in modo equilibrato la complessità dell’intervento: qualità architettonica e coerenza nell’organizzazione funzionale degli spazi, integrazione rispettosa con l’edificio esistente, attenzione alla sostenibilità tecnico-economica e alla futura gestione, flessibilità d’uso e aggiornamento strutturale e impiantistico adeguato alle esigenze di un centro culturale contemporaneo.
Il costo stimato dell’opera è pari a 2,8 milioni di euro oltre IVA. Nei prossimi mesi sarà perfezionato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE), passaggio decisivo per tradurre la proposta vincitrice in un percorso realizzabile e sostenibile.
ARCHITETTURA: TRASFORMARE SENZA CANCELLARE
Il progetto vincitore affronta l’intervento con un approccio stratigrafico, evitando gesti formali invasivi e lavorando per chiarificazione e riordino degli spazi esistenti.
La facciata su Corso Fogazzaro, vincolata e fortemente identitaria, viene preservata come soglia urbana, mentre l’interno viene ripensato come organismo flessibile e trasformabile.
La storica sala trapezoidale diventa il fulcro di un sistema modulare, capace di adattarsi a configurazioni differenti: platea, spazio performativo, ambiente espositivo, sala immersiva. L’intervento prevede un aggiornamento strutturale e impiantistico integrato, con infrastrutture tecnologiche avanzate e soluzioni orientate all’efficienza energetica e al riuso consapevole dell’esistente, in un’ottica di sostenibilità ambientale oltre che gestionale.
La dimensione tecnica è fondativa: garantire comfort, sicurezza, accessibilità universale e adattabilità futura significa costruire un’architettura capace di durare e di accompagnare l’evoluzione delle pratiche culturali.
Accanto alla sala principale, il progetto introduce spazi dedicati alla produzione e alla ricerca — coworking creativo, ambienti per residenze temporanee, aree di laboratorio — organizzati secondo una logica di permeabilità e relazione tra pubblico e produzione.
L’architettura diventa così piattaforma operativa per un sistema culturale attivo.
EX CINEMA CORSO: UNA STORIA CHE RITORNA AL CENTRO
Inaugurato il 21 febbraio 1948 con I miserabili di Riccardo Freda, il Cinema Corso fu progettato dall’architetto Giuseppe Morseletto e si distingueva dalle altre sale cittadine per la sua forma leggermente trapezoidale e per la facciata su Corso Fogazzaro decorata da tre sculture raffiguranti le muse dell’arte, realizzate dal Laboratorio Morseletto. Con i suoi 600 posti a sedere e il soffitto apribile — soluzione che garantiva un ambiente fresco anche nei mesi estivi — il Corso era considerato uno dei cinema più eleganti e prestigiosi della città, punto di riferimento per la programmazione internazionale, con una particolare attenzione al cinema americano.
Non arriverà però a festeggiare i cinquant’anni di attività: il 1° maggio 1996 è costretto alla chiusura a causa delle difficoltà di adeguamento alle nuove normative sull’agibilità delle sale cinematografiche. Da allora l’edificio è rimasto per oltre trent’anni una presenza sospesa nel centro storico. Oggi non viene semplicemente restaurato: viene reinterpretato come infrastruttura culturale contemporanea, capace di inserirsi nel tessuto urbano con discrezione ma con una funzione nuova e strategica.
CORSO: NON SOLO UN EDIFICIO, MA UN SISTEMA CULTURALE PER IL TERRITORIO
CORSO sarà un laboratorio di sperimentazione contemporanea, spazio di produzione, confronto e formazione: uno spazio dove giovani artisti potranno sviluppare progetti, confrontarsi con maestri affermati e intrecciare linguaggi e tecnologie. Residenze artistiche under 35, mostre site-specific, festival multidisciplinari, laboratori, progetti di welfare culturale e collaborazioni con università, istituzioni e imprese comporranno una programmazione interdisciplinare e intergenerazionale.
L’architettura è lo strumento che renderà possibile questa visione: uno spazio pensato per essere trasformato, attraversato e abitato.
L’obiettivo è costruire un presidio stabile per il contemporaneo, capace di generare valore culturale, sociale ed economico, trattenendo talenti e attivando nuove competenze nel territorio.
Parallelamente al percorso progettuale, la Fondazione sta definendo un modello di governance che porterà nel 2026 alla costituzione di una nuova Fondazione, coinvolgendo partner istituzionali e privati in una gestione condivisa e sostenibile nel lungo periodo.
FONDAZIONE GIUSEPPE ROI: LE PAROLE DELLA PRESIDENTE
«Abbiamo voluto un concorso internazionale perché crediamo nella qualità del confronto e nella responsabilità della scelta. La giuria ha lavorato con grande rigore, valutando non solo la forza dell’idea architettonica ma la sua reale capacità di diventare spazio funzionante, sostenibile e aperto alla città.
La trasformazione dell’ex Cinema Corso è un investimento culturale sul futuro di Vicenza. Ora inizia la fase più concreta: tradurre il progetto in realtà, costruendo consenso e collaborazione attorno a questo spazio.»
Francesca Lazzari – Presidente Fondazione Giuseppe Roi ETS
PROSSIME TAPPE
Nei prossimi mesi saranno esposti i progetti finalisti nelle sale Ipogee di Palazzo Thiene; verrà perfezionato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e saranno avviate le procedure per l’attivazione del finanziamento e l’inizio dei lavori.
L’inaugurazione è prevista per fine 2027.
L’ex Cinema Corso si prepara così a riaprire le sue porte non come semplice sala restaurata, ma come un’architettura contemporanea capace di produrre cultura nel cuore storico di Vicenza.
E’ stata definita ufficialmente la classifica dei progetti finalisti del concorso per la riqualificazione dell’ex Cinema Corso di Vicenza. Di seguito la graduatoria completa come pubblicata sulla piattaforma Concorsi AWN:
Primo classificato codici 876adbe9 – 0e78cbc7 RTP costituendo tra:
In coerenza con le Linee di mandato 2024–2027, la Fondazione Giuseppe Roi ETS intende promuovere iniziative culturali nel territorio vicentino, nel rispetto del proprio mandato statutario, attraverso tre principali direttrici di intervento:
Progetti di valorizzazione dei contenitori culturali (Linea di Budget 1)
Saranno sostenute iniziative promosse dalle istituzioni cittadine finalizzate alla valorizzazione di musei, spazi espositivi, centri culturali, spazi polivalenti e altre strutture analoghe, già esistenti e costituenti il sistema museale e culturale .
I progetti dovranno integrare tradizione e innovazione, rinnovando la funzione dei contenitori artistico–architettonici e degli spazi inutilizzati, con particolare attenzione a:
sostenibilità economica;
attività di formazione, welfare culturale, apprendimento ed espressione artistica;
interazione e co-creazione di contenuti culturali di qualità;
ricadute sociali durature, con uno sguardo privilegiato alle giovani generazioni.
Saranno ammesse richieste relative a interventi su edifici museali e immobili di interesse culturale (ai sensi della Legge n. 106/2014), che prevedano un cofinanziamento minimo del 30%. La Fondazione non sosterrà più del 70% dell’intero costo dell’intervento.
Le domande dovranno essere presentate entro il 30 ottobre dell’anno precedente a quello di concessione del contributo, che potrà essere erogato anche a stralci pluriennali per interventi di particolare impegno.
La linea di Budget 1, seguendo un iter diverso rispetto alle altre linee, viene approvata e definita ad hoc secondo le necessità presentate dai soggetti che presentano domanda e non segue le procedure specificate per le linee 2 e 3.
Catalogazione, ricerca, formazione e restauro (Linea di Budget 2)
Sono ammissibili:
progetti di catalogazione scientifica e pubblicazioni (guide museali, cataloghi di mostre, ecc.);
interventi di restauro di opere e manufatti artistici del patrimonio civico;
sostegno ad attività di formazione e ricerca in ambito culturale mediante borse di studio e premi, erogati esclusivamente attraverso enti qualificati e riconosciuti.
Progetti culturali di qualità e in rete (Linea di Budget 3)
Saranno sostenute iniziative da parte di associazioni, enti e istituzioni vicentini capaci di:
superare i micro-interessi particolari, evitando la parcellizzazione delle attività;
favorire il coordinamento e la cooperazione tra istituzioni e associazioni culturali;
promuovere forme innovative di dialogo, coprogettazione e gestione condivisa delle attività culturali.
Risorse disponibili
Per l’anno 2026 la Fondazione destina le seguenti risorse:
Linea di Budget 2 (catalogazione, ricerca, formazione, restauro): € 70.000
Linea di Budget 3 (progetti culturali di qualità e in rete): €180.000
Principi di valutazione
Saranno privilegiati i progetti di qualità culturale che:
favoriscano l’accessibilità e l’inclusione;
dimostrino capacità di coordinamento tra più soggetti;
promuovano un’offerta culturale integrata e coesa;
valorizzino le specificità locali in una prospettiva innovativa.
La Fondazione Roi ETS si rende disponibile a fornire consulenza nella fase di progettazione delle iniziative. Tale supporto non costituisce titolo preferenziale in sede di valutazione.
Criteri di ammissibilità
Possono presentare domanda:
le realtà culturali vicentine ammesse dallo Statuto, che attestino storicità di presenza, riconosciuta autorevolezza, adeguato livello di produzione culturale e ricaduta sociale delle proprie attività nel territorio vicentino.
Non saranno ammesse domande da parte di associazioni, enti, istituzioni che, beneficiari di contributo per l’anno 2025, non abbiano:
attivato o completato il progetto;
presentato regolare rendicontazione economica;
fornito documentazione fotografica e descrittiva dei risultati.
In caso contrario, si prega di far riferimento alla lettera inviata il 26 Agosto 2025.
I singoli e privati promotori devono essere affiancati nella presentazione della domanda da una Istituzione che inserisca il progetto nella propria programmazione ufficiale.
Si informa che in ottemperanza a protocolli con Fondazione Monte di Pietà e consultazione periodica con l’Amministrazione Comunale si prenderà atto di chi gode di altri finanziamenti, tenendo conto però della dimensione e della qualità dei progetti stessi.
Modalità di partecipazione
Periodo di presentazione delle domande per le linee di budget 2 e 3: dal 1° ottobre 2025 al 28 febbraio 2026.
Le richieste dovranno essere inoltrate esclusivamente tramite il modulo online disponibile a questo link
La domanda dovrà essere completa di:
descrizione dettagliata del progetto/iniziativa e dell’ente/associazione che lo presenta;
piano temporale delle attività;
preventivo economico con evidenza del cofinanziamento minimo del 30%.
N.B.: il modulo online non permette di allegare file. Se utili alla valutazione della domanda, inviare eventuali file integrativi via mail a segreteria@fondazioneroi.it specificando il titolo del progetto che si va ad integrare.
Comunicazioni e rendicontazione
L’esito della selezione sarà comunicato dagli Uffici della Fondazione, che invieranno anche la modulistica fiscale da compilare.
In caso di non assegnazione del contributo, sarà data comunicazione scritta.
I contributi assegnati saranno erogati entro marzo 2026.
In tutte le attività di comunicazione e promozione dovranno essere riportati i loghi ufficiali della Fondazione Roi ETS.
Entro 60 giorni dalla conclusione del progetto dovrà essere trasmessa:
la rendicontazione delle spese sostenute;
documentazione fotografica e descrittiva delle attività realizzate.
Una gestione patrimoniale oculata e strategica ha permesso alla Fondazione Roi di chiudere l’anno 2025 con un significativo incremento delle risorse destinate al territorio vicentino.
Grazie al consolidamento degli asset e ai risultati gestionali conseguiti, la Fondazione conferma e rafforza il proprio ruolo centrale nel sostegno alla cultura, operando in piena aderenza alla mission statutaria. Di seguito si riporta il dettaglio degli interventi e degli stanziamenti deliberati nel corso dell’esercizio.
Il sostegno ai Musei Civici di Vicenza
In linea con gli scopi fondativi, i Musei Civici rappresentano il principale beneficiario delle erogazioni. Il 2025 ha visto il compimento di interventi strutturali e di valorizzazione di rilievo presso Palazzo Chiericati:
· Nuova Aula Didattica: realizzata grazie ai fondi della Fondazione per potenziare l’offerta formativa.
· Riallestimento delle Sale Nord: spazi inaugurati recentemente che, a partire da oggi, sono destinati ad accogliere le mostre temporanee.
In prospettiva futura, è stato deliberato uno stanziamento di 500.000 euro, ripartito nel biennio 2025-2026, finalizzato alla realizzazione dei nuovi depositi di Palazzo Chiericati. Tali fondi si aggiungono alle risorse già erogate nel corso dell’anno per l’illuminotecnica di Palazzo Thiene, nonché per attività di restauro, pubblicazioni scientifiche e attività culturali organizzate dai Musei.
Il Bando per Enti e Associazioni
Parallelamente ai grandi interventi museali, la Fondazione ha confermato il proprio impegno verso il tessuto associazionistico locale. Tramite il bando annuale, strumento introdotto nel 2024 per garantire trasparenza e merito, sono stati assegnati 240.000 euro a sostegno delle proposte culturali di enti e associazioni vicentine.
I risultati previsionali di bilancio del 2025 consentono di proiettare tale impegno anche sul prossimo esercizio: per il 2026 è previsto il mantenimento di un plafond erogativo di analogo valore (250.000 euro).
Interventi Straordinari e Prospettive
Nel quadro delle erogazioni dell’anno corrente rientra un intervento di natura straordinaria volto alla tutela del patrimonio cittadino: un contributo di 100.000 euro è stato destinato al progetto di ristrutturazione della galleria del Cinema Odeon, immobile di proprietà comunale.
Complessivamente, nel corso del 2025, la Fondazione Roi ha deliberato ed erogato fondi a favore della cultura vicentina per un totale di quasi 900.000 euro.
Tale risultato, frutto di una rigorosa pianificazione finanziaria, testimonia la solidità dell’Ente e permette di guardare con sicurezza allo sviluppo futuro della Fondazione e alla sostenibilità del sistema culturale di Vicenza.